Epoca Romana

La cittadina di Montebelluna, come il resto del Veneto, venne coinvolta a partire dal II sec.a.C. in un processo di graduale e pacifica romanizzazione. Acquisendo  quindi usi, costumi e leggi romane divenne, tra il 49 e il 42 a.C., uno dei centri che gravitavano amministrativamente nel territorio del municipium di Acelum (Asolo).

I reperti esposti nella prima sala ci parlano dell'abitato di età romana. Grazie ad un rinnovato allestimento la visita a questa sezione permette di aggiornarsi sulle ultime ricerche e scoperte avvenute nel territorio: le indagini sulle numerose e complesse evidenze di strutture nell’area collinare compresa tra Mercato Vecchio e il margine est della collina di Montebelluna; lo scavo dell'importante edificio produttivo rinvenuto ai piedi della collina, in località Posmon - via Cima Mandria, visibile mediante un video; la scoperta in pianura, a sud del centro attuale, di strutture legate all’uso agricolo dei suoli che documentano un abitato di tipo rustico sparso. 


Il mosaico del fondo Agostinetto

Un mosaico a tessere bianche e nerere, presenta una misteriosa decorazione  con lettere: “A” radiata e “OR”. Rinvenuto nel 1979  a NE della chiesa di S. Maria in Colle, costituisce un'eccezionale testimonianza dell' "abitare" in età romana. 


L' "Artemide del Montello"

La statua in marmo di età romana raffigurante la dea Artemide/Diana, rinvenuta sul Montello, è stata esposta di recente dopo un accurato intervento di restauro. Per questo territorio essa costituisce una testimonianza unica ed eccezionale della produzione artistica di età romana.

Il resto della sezione è dedicata in gran parte agli aspetti funerari di età romana. I numerosi corredi funerari esposti documentano come la  comunità romana di Montebelluna avesse adottato il rito funerario della cremazione. Nella prima sala sono state ricostruite alcune strutture tombali: ad anfora segata e capovolta e alla cappuccina; sono inoltre esposti semplici monumenti funerari in pietra: la stele a pseudoedicola con il ritratto dei due defunti da Posmon-via Foresto e le urne quadrangolari rinvenute a Posmon-via Monte Civetta.


I nuovi scavi a Posmon-via Cima Mandria

Come abbiamo già visto per la sezione protostorica, le nuove indagini in via Cima Mandria (2000-2002) hanno messo in evidenza l’importanza della necropoli di Posmon. Per quel che riguarda il periodo romano la necropoli fu in uso per circa 300 anni, dalla fase di romanizzazione (fine III-II sec. a.C.) al I sec. d.C.
 

Le iscrizioni della tomba n. 174 di Posmon-Via Cima Mandria

Le numerose olle-ossuario della tomba 174 (ben 11) meritano molta attenzione per un’importante particolarità: la presenza di iscrizioni graffite in caratteri venetici e talvolta latini. Queste iscrizioni indicano l’appartenenza a individui maschili e femminili, permettendoci di ricostruire la storia di una ricca famiglia montebellunese di età romana. 

La monetazione in età romana e il “tesoretto egiziano”

In epoca storica l’uso della moneta è comune alla maggiorparte delle civiltà umane attraverso il mondo per regolare gli scambi di beni e servizi. La collezione qui esposta permette di illustrare il tema della nascita e della diffusione della moneta, oltre a presentare un eccezionale ritrovamento per il territorio di Montebelluna: il “tesoretto egiziano”; vale a dire 20 monete in bronzo datate tra il 282 e il 34 a.C. coniate a Cyrene in Egitto durante la dinastia dei Tolomei. 

La necropoli tardo-romana di Vidor località Piazza Maor

La visita alla sezione romana si conclude con i reperti dei corredi funerari rinvenuti a Vidor, vicino a Valdobbiadene, in località Piazza Maor. Si tratta di una collezione di grande importanza per la rarità di ritrovamenti riferibili agli ultimi momenti della frequentazione romana del territorio.